Alla fine una coppa è arrivata e pure le medaglie, anche se sicuramente, né l’una né le altre erano quelle che la comitiva della Rappresentativa provinciale Under 14 si augurava (e di certo si sarebbe ampiamente meritata) di riportare in Alessandria al termine delle ‘Finals four’ del torneo delle Delegazioni che si sono giocate il 2 giugno sui campi di Orbassano.
La semifinale contro Torino, prima del fischio d’inizio temutissima, a fronte della indiscussa forza di un avversario che può agire su un bacino d’utenza ben più vasto di quello alessandrino, è vissuta su un dominio territoriale mandrogno che tyrova conferma nel gol di capitan Bogliolo, pareggiato solamente a seguito forse dell’unica disattenzione di cui il pacchetto arretrato predisposto da mister Bianchini si sia reso colpevole. Subìto il pareggio, Alessandria torna a spingere, andando paradossalmente in difficoltà solo quando Torino deve fare a meno del proprio capitano, espulso per doppio giallo. Proprio all’ultimo respiro di gara, però, bomber Sahnoune ha sul piede la palla della vittoria: punizione dal limite calciata in maniera perfetta (forse troppo perfetta!) palo pieno e sogni volati via. La lotteria dei rigori ripropone la propria aleatorietà: quando sul dischetto, per il rigore decisivo che avrebbe segnato il passaggio alla finale, si presenta il rigorista più accreditato, il sogno pare prendere forma. E’ ancora una volta quel maledetto palo a mandare Alessandria alla finale di consolazione.
Nel pomeriggio si gioca per il terzo posto: gara che ha un sapore di rivincita doppio. Il primo legato alla delusione maturata in mattinata, il secondo, con radici più datate, all’esito della sfida (chiusa sul 3 a 3) del girone di qualificazione. Anche in questo caso è capitan Bogliolo a mettere la propria firma per un 1 a 0 che solo in un paio di occasioni viene messo in discussione ma che, al termine, regala il gradino più basso del podio ai ragazzi alessandrini.
Resta tanto rimpianto per quello che avrebbe potuto essere ma che è sfuggito di mano, tanta amarezza per un sogno svanito sul più bello, resta però anche la grande soddisfazione per un percorso, iniziato a febbraio e sviluppatosi, tra amichevoli, gare di qualificazione e finali, in undici tappe senza mai subire sconfitte. A togliere la gioia del primato è stata quell’unica gara, pareggiata ma lasciata alla sorte dei rigori.
Un percorso non semplice, con confronti con formazioni di alto livello (una addirittura altissimo: quella Juve Under 13 incontrata a Vinovo e sconfitta 3 a 1, quella stessa Juve che poche settimane dopo avrebbe conquistato lo scudetto di categoria!).
Un percorso reso possibile dalla disponibilità della Delegazione alessandrina, dall’entusiasmo e dalla passione del Delegato Marco Giacobone e di tutto lo staff (e dei tanti sponsor accorsi in aiuto!); dalla capacità di contribuire a preparare nel modo migliore i ragazzi offerta da mister Gianluca Cabella; dalla simpatia, dal saper fare gruppo e dalla capacità di ridare vita a muscoli affaticati del ‘fisio’ Lorenzo Alvigini.
Su tutti, però, l’immersione totale nel proprio ruolo di mister Graziano Bianchini, che già a settembre, macinando chilometri su chilometri, ha vivisezionato i campi di tutta la provincia alla ricerca di quei venti ragazzi che lo hanno portato a un soffio dal realizzare un’opera perfetta.
I ragazzi della Rappresentativa gli dovranno per sempre il loro grazie per averli condotti per mano in un percorso che resterà ricordo indelebile non solo sul piano sportivo ma anche, soprattutto, su quello umano.
Foto Squadra: Sprint&Sport
